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Come diventare trans: le 3 fasi del percorso per cambiare sesso 1

Come diventare trans: le 3 fasi del percorso per cambiare sesso

Se vuoi iniziare a usare i siti incontri trans, è giusto che tu abbia una visione chiara sul processo che porta a cambiare sesso.

Sia che tu abbia una semplice curiosità sia che tu voglia capire come diventare una persona transessuale, in questo post abbiamo raccolto le informazioni principali sul percorso di transizione.

Prima di entrare nel vivo, però, lasciamo che sia Vladimir Luxuria a spiegarti cosa s’intenda con essere trans:

“Vuol dire non riconoscersi parzialmente o totalmente con il proprio genere della nascita e decidere di ascoltare se stessi, la propria interiorità e adattare l’esterno all’interno, perché il cervello è più importante dei testicoli”.

Bene, adesso sei pronto: partiamo…

Come si diventa transessuale: le 3 fasi del percorso di transizione

Fase 1: Preparati al cambiamento di sesso

Capire di essere transgender – cioè, di non riconoscersi nel proprio sesso biologico – è spesso complicato, ma devi avere ben chiaro che diventare transessuale è un passo da ponderare molto bene.

Il cambio di sesso è irreversibile. Non si torna indietro. Inoltre, è un processo molto lungo e molto costoso. Se vuoi qualche consiglio, ti possiamo dire di:

  • tenere un diario: scrivere aiuta a riflettere, mettere tutto nero su bianco ti aiuterà moltissimo;
  • parlare con un amico fidato: se non vuoi esporti subito con i familiari, avere l’opinione di qualcuno che ti conosce bene è fondamentale;
  • rivolgerti a un gruppo di supporto: ce ne sono in diverse città, ti basta una ricerca su Google, altrimenti puoi cercarne uno online.

Potresti arrivare alla fine di questo percorso con la consapevolezza di non aver bisogno di un cambiamento tanto radicale. Per questo motivo, prenditi del tempo: in ogni caso, la strada sarà lunga.

Informati quanto possibile: leggi, chiedi, fai ricerche. Il percorso di transizione, come ti abbiamo detto, ha rischi e costi alti – gli interventi estetici non sono coperti dal sistema sanitario.

I costi per cambio di sesso non sono facilmente quantificabili, ma devi mettere in preventivo una spesa importante. Vladimir Luxuria spiega:

“Lo Stato copre le spese del cambiamento dei caratteri sessuali primari. Prevalentemente dei genitali in forza di una legge di Stato del 1982 che consente la rettifica del genere. Dovrebbero esserci più centri di accoglienza sul territorio nazionale”.

Quando sarai arrivato a una conclusione, o ti sentirai pronto a fare questo ulteriore passa, parlane con le persone che ti stanno vicino: è un passo che può creare ansie e paure, ma è fondamentale.

Non è necessario fare un “coming out” pubblico. È una tua scelta, personalissima: decidi tu a chi dirlo, quando e come. Non farti influenzare da niente e nessuno.

(Preparati mentalmente, perché ti faranno molte domande e alcune potrebbero sembrarti stupide)

Fase 2: Incontra uno specialista

Prima di sottoporti a una terapia ormonale o a una operazione per cambiare sesso devi rivolgerti a uno psicologo o uno psichiatra.

Scegliere bene è importante, perché dovrai instaurare un buon rapporto con il professionista. Allo stesso tempo, è fondamentale che il medico abbia esperienza in situazioni simili.

Chiedi ad altre persone transessuali che conosci. Fai delle ricerche online e parla direttamente con i dottori, in modo da poter valutare in prima persona.

Per arrivare alla diagnosi corretta è decisiva la massima onestà con il professionista. Lascia farti una domanda:

Vuoi essere davvero felice? 

Rispondi con sincerità. Questa è una domanda alla quale, troppo spesso, rispondiamo con grande superficialità. Ma è la domanda che dovremmo ripeterci sempre, che dovrebbe guidarci nelle nostre scelte.

Se la tua risposta è sì, fregatene dell’opinione della gente. Tira dritto per la tua strada, fatti accompagnare dal terapista lungo il terapista.

Dopo un certo numero di sedute, ti darà una diagnosi: se presentassi una serie di sintomi, come, tra gli altri, il disgustoso per i tuoi genitali, ti diagnosticherà il disturbo dell’identità di genere.

Devi comprende un concetto molto semplice: il sesso rientra nella sfera dell’anatomia, il genere in quella della psicologia. Una persona di sesso maschile può percepirsi femmina, e viceversa.

La disforia di genere, in parole povere, è il disagio di chi si sente appartenere al genere opposto al sesso biologico. Chi ne è interessato si definisce transgender (importante: transgender non è un sinonimo di transessuale!).

Dopo la diagnosi, il medico svilupperà un piano terapeutico. Inizierete insieme un percorso che ti aiuterà a gestire e capire le tue emozioni e i tuoi sentimenti. Ti aiuterà a capire rischi e vantaggi di terapie ormonali riassegnazione chirurgica del sesso, in modo da guidarti verso una scelta consapevole.

Fase 3: Valuta i trattamenti medici a cui sottoporsi

Terapia ormonale

Gli ormoni controllano i caratteri sessuali secondari, come i peli, la massa muscolare, le mammelle e la voce.

Gli ormoni maschili, per esempio, accelerano la crescita dei peli e della barba, rendono la voce più profonda e rafforzano i muscoli. Gli ormoni femminili, invece, tra le altre cose, abbassano i livelli di testosterone e redistribuiscono il grasso corporeo.

Alcuni dei cambi fisici iniziano in qualche mese, mentre altri richiedono anni per essere completati. Ma la terapia ormonale, dicono gli esperti, aiuta le persone anche a sentirsi meglio con sé – anche se, ovviamente, quest’aspetto è soggettivo.

Prima di iniziare una terapia ormonale, tuttavia, c’è bisogno di controlli molto specifici per assicurarsi di assumere una dose sufficiente, ma non potenzialmente dannosa.

Specialmente nei primi mesi di terapia, comunque, devi restare costantemente sotto controllo, per essere sicuro che il tuo corpo stia rispondendo bene.

La chirurgia

Una gran parte di persone che scelgono di cambiare sesso NON si affidano alla chirurgia.

I motivi sono diversi: per alcuni, è una questione di costi – le operazioni, come abbiamo già detto, sono molto care. Ma moltissime persone ritengono che la terapia ormonale è sufficiente per alleviare i sintomi della disforia di genere.

Tuttavia, se questo non bastasse, la chirurgia può essere un’opzione. Ma, è bene ricordarlo, si tratta di una scelta irreversibile, che necessita di una riflessione adeguata.

Pensa che la procedura prevede che, prima dell’operazione, il paziente si sottoponga per 12 mesi a una terapia ormonale. Solo alla fine di questo periodo, se i sintomi non fossero attenuati, si può procedere.

Ovviamente, la riassegnazione chirurgica del sesso è un’operazione molto delicata e non priva di rischi. Informati in maniera adeguata e condividi i tuoi pensieri con il tuo medico.

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