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Perchè ci sono omosessuali omofobi?

Al giorno d’oggi l’omosessualità, per fortuna, non è più argomento o motivo di scandalo. La maggior parte della gente eterosessuale oramai non si fa più problemi ad avere amici o colleghi gay, anzi oramai è quasi naturale che in un qualsiasi ambiente, familiare, lavorativo o scolastico ci sia un uomo o una donna omosessuale.

Certo, non è tutto rose e fiori. L’omofobia esiste e rappresenta un grande problema ancora oggi. Eppure molto spesso gli omofobi non sono solo uomini o donne eterosessuali, in alcuni casi, gli omofobi sono gli omosessuali stessi.

In questo caso, si parla di omofobia interiorizzata, ovvero quella gamma di emozioni negative, quali la disistima, la denigrazione ed il biasimo, che gli omosessuali avvertono nei confronti degli altri omosessuali.

Ma perché gli omosessuali avvertono questi sentimenti nei confronti delle persone come loro?

Solitamente, questi sentimenti sono frutto dell’approvazione e dell’accettazione rassegnata di tutti quei pregiudizi e preconcetti che derivano da quella parte di cultura omofoba nella quale siamo inseriti, che lancia messaggi discriminatori e critica comportamenti, attitudini e condotte delle persone omosessuali.
Questa cultura e i messaggi che trasmette, mina la serenità delle persone omosessuali.

Inoltre, una spiegazione che può essere data all’omofobia tra omosessuali, potrebbe essere il fatto che, molto spesso, le esperienze che le persone di orientamento omosessuale hanno vissuto, hanno un “effetto duraturo” e lasciano ferite profonde. Per cui molti omosessuali interiorizzano certe idee e vivono di quelle.

Non è raro sentire che omosessuali, anche dichiarati, affermano di mal sopportare di vedere due gay baciarsi in pubblico, e che, anche se sono in coppia, preferiscono un “abbraccio virile” se sono tra la gente, più che abbandonarsi a comportamenti molto più espliciti. E non è neanche raro sentire dire da persone gay che i club e le discoteche gay sono dei veri e propri “mercati della carne“, più dei luoghi di incontri, che luoghi in cui socializzare e fare amicizie.

Ma l’omofobia tra gay è poi così anormale? Se vogliamo mettere le due cose a paragone, questo succede anche tra le donne. Molte donne hanno interiorizzato le visioni misogine della società patriarcale e molte volte si criticano tra di loro, anche usando epiteti molto poco raffinati.

In una logica simile, può sembrare logico che alcuni omosessuali provino sentimenti omofobi, soprattutto se hanno vissuto in contesti e ambienti di questo tipo.

Ma da cosa deriva l’omofobia di un gay?

Sicuramente dipende da fattori sociali, ovvero dall’ambiente sociale e e culturale in cui la persona e cresciuta e ha vissuto, ma dipende anche da fattori familiari; infatti, un gay che è cresciuto in un ambiente omofobo, con genitori omofobi, può avere interiorizzato certi tratti e può considerare veritieri giudizi quali: se una persone è è promiscua, se una donna è molto mascolina va con le donne.

Non bisogna tralasciare comunque anche i tratti della personalità della persona gay omofoba: molto spesso l’accettazione di sé è u processo lungo, e non sempre privo di dolore e frustrazione.

Quindi, il gay omofobo, spesso avverte come sbagliati atteggiamenti gay troppo espliciti, e spesso vive con veri e propri sensi di colpa o addirittura di vergogna quando frequenta locali gay o gente di orientamento omosessuale, soprattutto quei gay e quelle lesbiche che mostrano in pubblico senza problemi la loro omosessualità .

Un gay omofobo in particolare vive con particolare stress, la paura di essere giudicato in modo negativo solo perché associato alla categoria degli omosessuali.

I discriminati diventano quindi discriminatori e la situazione è peggiorata molto se teniamo in considerazione internet e i social network. E ad avere la peggio sono sempre gli omosessuali effeminati.

Una riflessione che si collega direttamente al sempre più attuale e mediatico concetto di eteropatriarcato, ovvero quel unsistema sociale (ma anche politico) in cui il genere maschile e l’eterosessualità godono di una supremazia latente, e in cui prevale il binarismo di genere uomo/donna e uomo etero/uomo gay.

Insomma, la discriminazione ancora oggi è un problema e lo è ancor di più quando chi, solitamente vittima di discriminazione, diventa il discriminante del discriminato.

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