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Transizione: cambiare sesso

Il sesso rappresenta un istinto primordiale, una voglia di mettere in pratica i propri desideri più profondi e godere del contatto fisico con gli altri. Le regole dell’attrazione sono molto labili e non seguono schemi predefiniti, nonostante i benpensanti sostengano che gli uomini devono essere obbligatoriamente attratti dalle donne e viceversa, questo non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti in quanto, con l’omossessualità, come dice la parola stessa, si può essere attratti sessualmente da una persona dello sesso.

Discorso diverso è quello relativo alla transizione e a cambiare sesso in quanto vi sono molte persone che, semplicemente guardandosi allo specchio, non si riconoscono nella propria identità sessuale e vogliono dunque porvi rimedio con una trasformazione fisica.

Il transessualismo è una tematica estremamente importante in quanto non si esaurisce, ad esempio, con l’uomo che vuole diventare donna ed indossa abiti e make up femminili o viceversa, ma riguarda l’aspetto psicologico che, soprattutto in giovane età, è difficile da affrontare anche con i genitori o con amici per paura di non trovare comprensione o accettazione.

Il transessualismo

Il transessualismo è un fenomeno molto diffuso che, pur riguardando ogni epoca storica, oggi, grazie al pieno sdoganamento della tematica, trova attualmente una conoscenza ampia. La persona transessuale non si rivede nella propria identità sessuale, espressa attraverso gli organi genitali e decide dunque di eseguire un percorso per raggiungere l’identità di cui sente intimamente di fare parte.

In taluni casi queste pulsioni sono presenti sin dall’infanzia, i genitori, ad esempio, vedono i figli maschi giocare con le bambole o le femmine con le macchinine o, anche, nell’adolescenza, con la scelta degli abiti. Si tratta comunque di una scelta dolorosa e non facile che alle volte avviene anche a seguito di matrimoni e della procreazione dei figli.

Il desiderio di cambiare sesso è sopito nell’individuo e, solo a transizione avvenuta, è possibile trovare una piena serenità. Molti, per paura di essere giudicati male, non esternano questi sentimenti, col rischio concreto di trascorrere una vita interna a nascondersi e a non manifestare apertamente la propria sessualità.

L’operazione chirurgica

La transizione consiste esattamente nel cambiare sesso mediante un intervento chirurgico posto in essere nell’area genitale che consiste nell’asportazione del pene e della creazione della vagina o, al contrario, della chiusura della vagina e dell’impianto di una protesi che funge da pene.

Mentre in passato la chirurgia plastica eseguiva delle operazioni ancora rudimentali che mettevano seriamente in pericolo la vita e la salute di coloro che vi sottoponevano, oggi le tecniche sono tali da non essere troppo invasive, con una convalescenza breve che consente in poco tempo di tornare agli impegni quotidiani.

Il paziente, prima dell’intervento, viene convocato più volte da una commissione medica, composta da psichiatri e psicologi, che ha il compito di verificare la serietà delle intenzioni. Inoltre, il paziente, dopo avere ottenuto l’assenso all’operazione, deve assumere dei farmaci, con base ormonale, che possano aiutare l’organismo a compiere la transizione che non è immediata.

Infatti, non basta l’intervento chirurgico per essere pienamente uomo o donna ma occorre effettuare un cammino completo.

La piena transizione

I transessuali operati affermano che la piena transizione non avviene in sala operatoria ma in un percorso farmacologico e psicologico che accompagna il paziente sino ad una condizione di normalità.

Ogni individuo affronta la transizione con uno spirito differente, per questo motivo le reazioni possono essere diverse. Inoltre, cosa da non trascurare, l’assunzione di ormoni per acquisire un aspetto femminile o maschile, può comportare degli sbalzi d’umore, con euforia al massimo o picchi estremi di depressione.

Il periodo post operatorio è certamente quello più duro perchè i postumi fisici comportano dolori e fastidi nella zona intima che è la più delicata ma, portando pazienza ed assumendo i farmaci con attenzione, i benefici non mancano ad arrivare.

In questa fase la vicinanza di amici, parenti e, in particolare, del partner, è fondamentale, in quanto aiuta il transessuale a riprendere la sua vita con serenità, tenendo conto del grande sacrifico fatto. Cambiare sesso non è una passeggiata ma per chi sente di non appartenere all’identità attribuita dalla natura è l’unico modo per guardarsi allo specchio e riconoscersi.

I documenti ufficiali

La legge italiana è molto precisa con riferimento alla transizione, consentendo un cambio di sesso anche sui documenti ufficiali solo ed esclusivamente in seguito ad operazione chirurgica che porta alla ricostruzione degli organi genitale di destinazione.

Ad esempio, il transessuale che, apparentemente sembra una donna in quanto assume estrogeni, mantiene il proprio organo sessuale maschile, non ha diritto per chiedere il cambio sesso sulla documentazione in quanto nei fatti ciò non è avvenuto.

Per chi ha effettuato una transizione completa, può richiedere la modifica dei propri documenti presso il comune di residenza. L’ufficio anagrafe ha il compito di acquisire la documentazione e di modificare il sesso, da femminile a maschile o viceversa, e il nome.

In alcuni casi il nome è modificabile con il cambio di una lettera, ad esempio Angela diventa Angelo, Claudia diventa Claudio. In altri casi, invece, quando il nome non è declinabile dal femminile al maschile e dal maschile al femminile, il transessuale ha l’opportunità di scegliere un nuovo nome e di inserirlo nella propria carta d’identità e in tutti i documenti ufficiali che lo riguardano.

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